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| QUMRAN |
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INTRODUZIONE II. Nel 1947 III. I più antichi manoscritti della Bibbia V. Il testo qumranico su Melchisedek VI. Un testo di Qumran che ricorda l'Annunciazione
INTRODUZIONE I manoscritti di Qumran – in gran parte rotoli di pergamena – contenengono non solo testi biblici, ma anche una gran quantità di altre opere letterarie scritte in ebraico, greco e aramaico. Furono trascritti in una sede assai singolare, una specie di “accampamento” nel deserto dove vivevano – lontani dal mondo – gli Esseni. Prima che l’esercito romano raggiungesse il loro “insediamento” per metterlo a ferro e fuoco, nel 68 d.C., gli Esseni misero i loro manoscritti dentro grandi giare di terracotta, chiuse alla sommità con coperchi circolari. Queste furono poi nascoste nelle undici spelonche naturali che si aprivano nei fianchi di scoscese masse rocciose che, come dita aperte di una mano, sorreggevano alcune terrazze marnose. Qui restarono inesplorati per millenovecento anni, quando tornarono alla luce in modo assai curioso.
La geografia palestinese è sostanzialmente determinata dalla valle in cui scorre il Giordano e dal “mare” in cui il fiume si getta: il Mar Morto. Pensate che dal punto in cui il fiume sgorga fino al mar Morto posto a oltre quattrocento metri sotto il livello del mare, c’è un dislivello di quasi mille metri! Una vallata assai particolare, quindi e non solo geograficamente. Essa, infatti ed in generale tutta la Palestina è da sempre la più importante area di scavi archeologici al mondo. Da Nazareth, a Gerico e, ovviamente Gerusalemme. Fino al 1947, l’angolo nord-occidentale del Mar Morto era una zona quasi del tutto ignorata tra gli archeologi e conosciuta solo tra i pastori beduini del luogo. L’area si trova a sud di Gerico ed è situata nelle ultimi propaggini dell’altipiano che scende da Gerusalemme e degrada verso il Mar Morto. Una di queste propaggini si getta a precipizio su una piccola valle sottostante, solcata da uno wadi. Lo wadi è il corrispondente desertico del nostro “torrente”, a differenza del quale però assai raramente è solcato dalle acque piovane che sono quasi assenti in questa area desertica. Il nome del wadi è Qumrân poiché si trova ai piedi della terrazza marnosa in cui sorgono le rovine di Qumrân, in arabo Qirbet-Qumrân. Cosa accadde nel 1947?
Nel 1947, un pastore beduino di nome "Maometto la Volpe" stava pascolando il gregge che gli era stato affidato dal clan a cui appartenevea: i Taamireh. Ad un certo punto, almeno da quanto si racconta, egli gettò un sasso per allontanare un animale selvatico che si era pericolosamente avvicinato ad una pecora. La pietra giunse a colpire un recipiente di terraccotta che doveva trovarsi dentro una spelonca che si trovava dentro una spelonca rocciosa. Il pastore vi entrò e con sua grande sorpresa trovò alcune giare e dei rotoli. Così hanno inizio le eccezionali scoperte che dal 1947 al 1955 si sono susseguite in quest'area desertica e che hanno riportato alla luce centinaia di manoscritti ed i resti di un insediamento che doveva ospitare un certo numero di persone assai particolari. Gli Esseni. Nel 1947, nessuno si aspettava che questa scoperta si sarebbe presto rivelata come la più importante del ventesimo secolo. Perché?
III - I più antichi manoscritti della Bibbia Prima delle scoperte di Qumran, il più antico manoscritto della Bibbia era il papiro Nash, datato al II secolo a.C. e contenenente alcuni versetti dell'Esodo e del Deuteronomio. Per il resto, tutti i manoscritti della Bibbia ebraica era di origine medievale, il più antico dei quali non andava oltre il IX secolo d.C.! Si può dunque ben immaginare la sorpresa e il clamore che i manoscritti di Qumran suscitarono tra gli studiosi e gli appassionati di cultura biblica. Centinaia e centinaia di manoscritti contenenti testi dell'Antico Testamento - ad eccezione del libro di Ester - datati tra il III e il I secolo a.C.! Il più famoso di questi manoscritti - quasi tutti in pergamena - è il famoso rotolo di Isaia, del I sec. a.C. ed oggi custodito a Gerusalemme in un museo appositamente costruito per ospitarlo, la Shrine of the Book ("Il santuario del libro"). Anche si trattava di un testo così antico, esso conteneva ben poche divergenze rispetto al testo di Isaia che possiamo leggere nelle nostre Bibbie. Ciò evidenziava la cura con la quale gli ebrei, fin dai tempi più antichi, tramandavano il loro testo sacro. Il più antico manoscritto biblico trovato a Qumran è datato al III sec. a.C. e contiene alcuni versetti del due libri di Samuele. Rispetto al rotolo di Isaia, questi pochi frammenti di testo rivelavano invece un testo assai diverso da quello che possiamo leggere nelle nostre bibbie Ciò significa che dal III sec. a.C. e andando a ritroso, probabilmente non c'era un testo "ufficiale" della Bibbia ebraica - quello che noi chiamiamo Antico Testamento - ma più testi diversi tra loro. Certamente, i manoscritti biblici di Qumran ci hanno permesso di scoprire come il testo della Bibbia era conservato e tramandato prima dell'era cristiana e, soprattutto, quali erano le sue caratteristiche prima che venisse "scelto" un unico testo normativo per tutti gli ebrei. Ma l'eccezionalità delle scoperte di Qumran risiede anche altrove. Tra i suoi manoscritti figurano anche numerose opere apocrife, alcune delle quali del tutto ignote prima del 1047.
Nelle undici grotte di Qumran, tra il 1947 e il 1955, sono stati trovati frammenti di pergamena o di papiro che appartenevano a circa ottocento rotoli! Sembra che gli Esseni insediati a Qumran, fossero una sorta di amanuensi che componevano lo "staff" di una casa editrice dell'antichità. Solo così si spiega la gran quantità di testi che sono stati scoperti nelle undici grotte, molti dei quali sono rappresentati anche da numerose copie. Gli esseni di Qumran erano forse incaricati di rifornire manoscritti, probabilmente su richiesta, a tutte le comunità essene sparse per la Palestina. I manoscritti scoperti contengono però una gran quantità di testi, non solo biblici. Per esempio opere apocrife, prima d'allora conosciute solo attraverso versioni in altre lingue antiche (per es.: i Testamenti dei dodici patriarchi, oppure i pù famosi libri di Enoch). Sono stati scoperti anche testi ebraici totalmente sconosciuti prima delle scoperte. Si tratta, in gran parte, solo di frammenti che non ci permettono di sapere a quale opera apocrifa potessero appartenere. Uno dei testi più affascinanti, è quello che contiene la descrizione di un personaggio misterioso dell'Antico Testamento: Melchisedek (cfr. Genesi cap. 14, vers. 17-24). Questo "re" compare e scompare improvvisamente in scena e, curiosamente, offre "pane e vino" al Dio altissimo. Perfino Abramo si sottomette a lui, dandogli la decima di tutte le sue proprietà. Come accadde per tanti altri misteriosi personaggi - Enoch ed Elia per esempio - si creò attorno alla figura di Melchisedek un grande interesse, testimoniato dall'enigmatico frammento di manoscritto che gli esperti chiamano 11QMelch. Cosa si dice in questo testo?
Riporto qui il brano più significativo di quel poco che resta di questo importante manoscritto (l'indicazione delle righe segue quella che compare sul manoscritto originale): Riga 2: E a proposito di quanto ha detto: "In questo anno del giubileo ognuno ritornerà al proprio patrimonio" (cfr. Lev 25,13) Riga 3: e a proposito di quanto ha detto: "Ogni creditore avente un pegno a sua disposizione condonerà ciò su cui ha pattuito con il con il suo prossimo con l'atto di pignorazione: non farà pressione né sul suo prossimo né sul suo fratello quando avrà fatto Riga 4 appello a Dio per il suo condono" (cfr. Dt 15,2). L'intepretazione si riferisce alla fine dei giorni, ai "prigionieri" ... Riga 6 ... lasciandoli liberi ed espiando le loro iniquità ... Riga 7 Nell'anno dell'ultimo giubileo disse ... questo è il giorno dell'espiazione ... il decimo giubileo Riga 8 per compiere in esso l'espiazione per tutti i figli della luce e per gli uomini del partito di Melchisedek ... Nell'Antico Testamento (si vedano i testi citati) si prevedeva che ogni 50 anni gli schiavi venissero liberati e i debiti condonati. Tuttavia, questa legislazione non trovò mai applicazione pratica in Israele. Fu così che prevalse lo spirito della legge, ossia l'elemento della liberazione ed è proprio in tal veste che la tematica del "giubileo" è presente nel testo qumranico di Melchisedek. Qui, la figura sacerdotale di Melchisedek non solo libererà, ma anche espierà le iniquità. Anche se si tratta di un testo molto frammentario (si notini i puntini di sospensione) non è comunque difficile come ai tempi di Gesù si attendeva un re-sacerdote - assai simile a quello descritto nella Lettera agli Ebrei - che avrebbe compiuto la liberazione da una schiavitù ben più profonda di quella fisica: la schiavitù dal peccato. Questo è un primo esempio dell'eccezionale importanza dei testi di Qumran per capire lo sfondo storico della vicenda di Gesù di Nazareth. Ma ce ne sono anche altri ed ancora più importanti e misteriosi ... VI - Un testo di Qumran che ricorda l'Annunciazione Si chiama 4Q246 ed è un frammento di pergamena scritto in aramaico, composto da due colonne - o meglio da ciò che resta di due colonne - ed è uno dei testi più sorprendenti trovati a Qumran. Si tratta di una rielaborazione di alcuni passi del libro del profeta Daniele e, complessivamente, descrive la venuta di un grande re alla fine dei tempi che gli Esseni aspettavano vivendo in ritiro nel deserto di Giuda. Di esso offro una traduzione, fedele al frammento originale, della prima colonna senza fornire ricostruzioni soggettive: Riga 1 ... per posarsi su di lui, egli cadde dinnanzi al trono. Riga 2 ... re eterno. Tu sei adirato e i tuoi anni Riga 3 ... essi ti vedranno e tutto dovrà avvenire, fino all'eternità Riga 4 ... grande, oppressione verrà sulla terra Riga 5 ... e grande carneficina nella città Riga 6 ... il re dell' Assiria e dell'Egitto Riga 7 ... egli sarà grande sulla terra Riga 8 ... tutti agiranno e lo serviranno Riga 9 ... sarà chiamato grande Dio e sarà designato dal suo nome. La prossima volta pubblicherò la seconda colonna dove vi saranno altri paralleli non solo con l'Annunciazione ... |



