La rivelazione di Gabriele Stampa E-mail

INTRODUZIONE

I. Di chi si parla nella "rivelazione di Gabriele"?

II. Dopo tre giorni vivrai

III. L'enigmatico testo della Rivelazione di Gabriele (Prima colonna)

IV. L'enigmatico testo della Rivelazione di Gabriele (Seconda colonna)

V. La "Stele Jeselsohn"

 

INTRODUZIONE

Il caso volle - diciamo così - che nel Duemila, nella sponda orientale del Mar Morto, tornasse alla luce un reperto archeologico di importanza certamente non inferiore ai celebri ritrovamente nella sponda occidentale, a Qumran.

Si tratta di tre pezzi di pietra che una volta riuniti insieme restituirono una stele contenente due colonne di testo ebraico. La datazione che ne fu data la faceva risalire alla fine del I secolo a.C., in seguito precisata ed assegnata al 4 a.C. Questo è l'anno della morte di Erode, allorché sorsero diversi rivoluzionari che desideravano vendicare le malefatte del grande e malvagio re e allo stesso tempo aggiudicarsi una posizione privilegiata all'interno di un fantomatico regno indipendente da Roma.

La stele fu poi acquistata da un banchiere svizzero, David Jesselsohn, che la custodì gelosamente all'interno di una cassaforte. Come accadde per i manoscritti di Qumran, passarono alcuni anni prima che la notizia di questa scoperta facesse il giro del mondo.

Ciò accadde quando un professore della prestigiosa università ebraica di Gerusalemme - Israel Knhol - pubblicò un libro dove per la prima volta decifrò chiaramente l'enigmatico testo ebraico contenuto nella stele: si trattava della rivelazione dell'angelo Gabriele e il destinatario della rivelazione era uno dei rivoluzionari apparsi al'indomani della morte di Erode.


 

I - Di chi si parla nella "rivelazione di Gabriele"?

Secondo Knhol, in questa stele si parlerebbe di uno di quei bizzarri personaggi che all’indomani della morte di Erode - avvenuta nel 4 a.C. - rivendicarono la possibilità di assumere il controllo della Palestina sempre più in balia dei Romani. Secondo Knhol si tratterebbe del rivoluzionario Simone di cui parlava anche lo storico giudaico Giuseppe Flavio nelle sue Antichità Giudaiche e che dopo i primi successi insurrezionali, fu raggiunto ed ucciso dal comandante dell'esercito di Erode, mentre cercava scampo in un ripido burrone. In una delle 87 linee della stele ebraica, precisamente alla riga 81 della seconda colonna leggiamo infatti:

« … il principe dei principi, (come) letame nelle crepe rocciose … »

Israel Knohl ritiene che il principe dei principi sia Simone, identificato quindi come un leader e che il letame nelle crepe rocciose sarebbe il suo cadavere putrefatto.

Il luogo in cui fu ritrovata la stele,  indicava indirettamente anche il luogo dove Simone fu trucidato, ad oriente di di Qumrân. Se qualcuno scrisse una stele in suo onore, significa che a differenza di tanti altri capibanda sorti dopo la morte di Erode, Simone dovette avere un seguito di persone che in certo modo aderì al suo progetto indipendentista, per i quali l’eroe era diventato molto più di un leader politico.

Secondo il testo ebraico della stele, l'angelo Gabriele rivolge a Simone delle parole che rappresentano una sconvolgente testimonianza dell'ambiente contemporaneo a Gesù.


 

II - Dopo tre giorni vivrai!

Ecco dunque le righe del testo ebraico della "visione di Gabriele" che, purtroppo, la stampa internazionale non sta dando il giusto risalto. Sono le righe 77-80 della seconda colonna della stele

Riga 77: Chi sono io? Io sono Gabriele ...

Riga 78: Tu li salverai ....

Riga 79: Davanti a te i tre segni ...

Riga 80: In tre giorni, vivrai, io Gabriele ti comando ...

In un testo del 4 a.C., contemporaneo dunque a Gesù che visse dal 6 a.C. al 30 d.C., si menziona, nell'ebraico che anche Gesù conosceva, un ritorno in vita dopo tre giorni! Sono le parole che l'angelo Gabriele annuncia al "principe dei principi" (riga 81 della seconda colonna) che verosimilmente era il rivoluzionario "Simone" di cui parla Giuseppe Flavio nelle sue Antichità Giudaiche.

Non solo, ma si parla di una resurrezione dopo tre giorni di uno che "salverà" (riga 78). Da questo testo discendono delle conseguenze veramente importanti non solo per l'interpretazione dei vangeli, ma anche per ciascuno di noi.

Anzitutto, la profezia di Gesù sulla sua resurrezione dopo tre giorni non può essere un'invenzionde dei primi cristiani, poiché è menzionata in in un testo del 4 a.C. Ma come si può dimostrare che Gesù conosceva questa profezia? Direi, però, anzitutto di pubblicare il testo della rivelazione di Gabriele


 

III - L'enigmatico testo della Rivelazione di Gabriele (Prima colonna)

Riga 1 [ ... ]

Riga 2 [ ... ] Signore

Riga 3 [ ... ] . [ ... ]

Riga 4 [ ... poi]ché co[sì dis]se il Signo[re:] Mi sono fi[danza]to con te, giardino

Riga 5 [ ... ] ... .. [ ... ]

Riga 6 ed io parlerò ... ... [ ... ]

Riga 7 [ ... ] figli d’Israele ...

Riga 8 figlio di Davide [?] ..... [

Riga 9 [ ... ] la parola del Signo[re]

Riga 10 [ ... ] .... ..... ..... ..... tu hai chiesto ... [?]

Riga 11 [ ... ] Signore tu mi hai chiesto, così disse il Signore degli eserciti

Riga 12 [ ... ] .. dalla mia casa, Israele, e parlerò della grandezza di Gerusalemme

Riga 13 [Così] disse il Signore, Dio d’Israele, ora tutte le nazioni

Riga 14 ... si accam[peranno] contro Gerusalemme e da essa sono esi[liati]

Riga 15 uno, due, tre quaranta profeti e gli anziani 

Riga 16 e gli Hasidim. Mio servo Davide, chiedi a Efraim

Riga 17 [che egli] ponga il segno; (questo) ti chiedo. Poiché così disse

Riga 18 il Signore degli Eserciti, il Dio d’Israele, i miei giardini sono maturi,

Riga 19 la mia cosa santa per Israele. In tre giorni saprai, poiché così disse

Riga 20 il Signore degli eserciti, il Dio d’Israele, il male è stato infranto

Riga 21 davanti alla giustizia. Chiedimi ed io ti dirò, che cos’è questo virgulto

Riga 22 malvagio, ricoperto di bianco. Tu sei in piedi, l'angelo

Riga 23 ti appoggia. Non temere! Sia benedetta la gloria del Signore Dio dal

Riga 24 suo seggio. Tra breve farò tremare 

Riga 25 .. i cieli e la terra. Qui è la gloria del Signore Dio

Riga 26 degli eserciti, il Dio d’Israele, questi sono i sette carri

Riga 27 alla porta di Gerusalemme e alle porte della Giudea essi ripose[ranno a motivo dei]

Riga 28 miei tre angeli, Michele e tutti i tre, cercate

Riga 29 la vostra potenza. Così disse il Signore Dio degli eserciti, il Dio

Riga 30 d’Israele. Uno, due, tre, quattro, cinque, sei

Riga 31 [set]te verso i miei angeli ... che cos’è questo? Egli disse, la benda frontale

Riga 31 .... [ ... ] .... ....... ed il secondo capo

Riga 33 sorveglia. Gerusalemme ...... tre nella grandezza

Riga 34 ................... tre [ ... ] .....

Riga 35 [ ... ] .... . che egli vide un uomo ... opere [

Riga 36 che egli .... [ ... ] che un segno da Gerusalemme

Riga 37 Io sono su ... [ ... ] ceneri ed un segno di esilio ..

Riga 38 [se]gno di esilio ....... Dio peccato .... e vedi

Riga 39 .... ... [ ... ] Gerusalemme disse il Signore

Riga 40 ........... ....... che la sua caligine riempirà gran parte della luna

Riga 41 [ ... ] sangue che il ? diventava pieno di vermi

Riga 42 [ ... ] orrore il punto malato ... in tutto

Riga 43 [ ... ] . Dio [

Riga 44 [ ... ] . [?]



IV - L'enigmatico testo della Rivelazione di Gabriele (Seconda colonna)

Riga 51  con te ...

Riga 52 [ ... ] gli angeli

Riga 53 [ ... ] e domani [ ... ] essi riposeranno [ ... ] grande

Riga 54 [in] tre giorni questo è ciò che [io ho] detto

Riga 55 questi sono [ ... ]

Riga 56 prego vedi il settentrio[nale] si accam[pa]

Riga 57 sigilla il sangue degli uccisi di Gerusalemme. Poiché così disse il Signore degli eserciti

Riga 58 il Dio d'Israele, così disse il Signore degli eserciti, il Dio di

Riga 59 Israele [ ... ]

Riga 60 [ ... ] egli avrà pietà [ ... ] la sua misericordia è vi[cina]

Riga 61 [ ... ] benedetto [ ... ]

Riga 62 figlia [ ... ]

Riga 63 [ ... ]

Riga 64 [ ... ] amato

Riga 65 tre santi del mondo da [ ... ]

Riga 66 pace egli disse, in te confidiamo [ ... ]

Riga 67 annuncia a lui il sangue, questo è il loro carro.

Riga 68 Molti sono quelli che amano il Signore degli eserciti, il Dio d'Israele.

Riga 69 Così disse il Signore degli eserciti, il Dio d'Israele [ ... ]

Riga 70 profeti. Ho inviato al mio popolo i miei tre pastori. Io dirò [ ... ]

Riga 71 (ciò) che ho visto, benedi[zione .... ] va, dì [ ... ]

Riga 72 Il luogo per Davide il servo del Signore [ ... ]

Riga 73 Il cielo e la terra, benedetto [ ... ]

Riga 74 uomini. Mostrando amore incrollabile ai migliaia [ ... ] amore incrollabile [ ... ]

Riga 75 Tre pastori uscirono per Israele [ ... ]

Riga 76 Se c'è un sacerdote, se ci sono figli dei santi [ ... ]

Riga 77 Chi sono io? Io sono Gabriele [ ... ]

Riga 78 Tu li salverai [ ... ] per due [ ... ]

Riga 79 da davanti a tre i tre se[g]ni, tre [ ... ]

Riga 80 in tre giorni vivrai, io Gabriele t[i] coman[do],

Riga 81 principe dei principi, lo sterco delle crepe rocciose [ ... ] 

Riga 82 alle visioni [ ... ] la loro lingua [ ... ] quelli che mi amano

Riga 83 per me, dai tre, il piccolo che ho preso, io Gabriele

Riga 84 Signore degli eserciti Dio d'Israele [ ... ]

Riga 85 allora voi starete [ ... [

Riga 86 [ ... ]

Riga 87 [ ... ] mondo [ ... ]

 


 

V - La "Stele Jeselsohn"

La "Rivelazione di Gabriele" è esposta fino al quindici aprile all'interno del percorso espositivo "Verbum Domini" nel Braccio di Carlo Magno in San Pietro. 

Qui, a dire il vero, la stele riceve - giustamente - il nome del banchiere ebreo svizzero che l'ha acquistata la prima volta ed è da lui posseduta. Devo alla grande generosità del banchiere svizzero e della sua squisita sensibilità se ho potuto riportare una fotografia della stele nel mio libro.

Aldilà del riferimento alla tematica di una "resurrezione dopo tre giorni" - così come si legge nella riga ottantesima della seconda colonna - il linguaggio della stele è straordinariamente ricco di termini e temi biblici. Non solo temi presenti nell'Antico Testamento, ma addirittura nel Nuovo Testamento.

Stupefacenti sono alcune somiglianze con il libro dell'Apocalisse. Per esempio, alla riga 31 della prima colonna leggiamo l'espressione "bende frontali" che ricordano da vicino i "diademi" che sono sulle corna della seconda bestia dell'Apocalisse  (cfr. Ap 13,1); oppure ancora alla riga 40 della prima colonna leggiamo di una "caligine che riempie la luna"(cfr. Ap 6,12; 8,12). 

Queste somiglianze sono tanto più importanti quanto più si considera che il libro dell'apocalisse è in greco, mentre la "rivelazione di Gabriele" è in aramaico. Forse, il linguaggio della stele rappresenta parte dello sfondo semitico che sta alla base dell'Apocalisse. La ricerca continua, anche se non con tutto il fervore che meriterebbe una tale questione. Infatti, la stele potrebbe veramente rappresentare uno di quei fondamentali "missing links" tra il cristianesimo primitivo e il giudaismo. Per questo motivo, questo eccezionale reperto rappresenterebbe un'altra pietra miliare nel dialogo ebraico-cristiano.

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