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| Esperienze di pre-morte |
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INTRODUZIONE I. Cos'è un'esperienza pre morte? III. Il buon ladrone e l'esperienza "extra-corporea" VI. Il Congresso internazionale di San Marino
INTRODUZIONE Da secoli i teologi si interrogano su quello che viene tecnicamente chiamato lo stato intermedio, ossia la situazione della persona umana subito dopo la morte e prima del cosiddetto “giudizio universale”. Si tratta, più che altro, di riflessioni che gli “studiosi di Dio” – i teologi, appunto – hanno cercato di fornire partendo da ciò che la Bibbia diceva in merito. Concetti e nozioni, perciò, che però reggono ben poco di fronte l’urto demolitore dello scetticismo contemporaneo. Fin dall’antichità possediamo invece delle vere e proprie testimonianze che permettono di comprendere ciò che avverrebbe subito dopo la morte non come una serie di concetti, ma come qualcosa di vivo e sperimentabile. Santi come Teresa d’Avila dicono di aver vissuto delle particolarissime esperienze proprio nel momento in cui chiusero gli occhi, ma non per sempre. Oggi potremmo dire che si trattava di esperienze vissute dopo la morte clinica, da cui – come ben sappiamo – ci si può risvegliare ...
I - Cos'è un esperienza pre morte? Anzitutto, dobbiamo chiarirci le idee sulla terminologia. L'espressione italiana "esperienze pre-morte" è la traduzione approssimativa dell'inglese "Near Death Experiences" (NDE). Traduzione approssimativa perchè, se volessimo essere più precisi, dovremmo tradurre così: esperienze ai confini della morte. Infatti, proprio ai confini della morte - o della vita - milioni e milioni di persone raccontano di aver vissuto delle esperienze assai particolari. Quando il cuore cessa di battere e il cervello di funzionare, per non più di una manciata di minuti, queste persone che poi tornano a vivere normalmente testimoniano fenomeni davvero particolari. Le NDE - così le chiameremo - sono state portate per la prima volta all'attenzione del pubblico mondiale dal medico Raymond Moody che nel 1975 pubblicò il bestseller assoluto "Life after life", tradotto in italiano col tiolo "La vita oltre la vita". Sulla base di una notevole quantità di testimonianze, Moody riuscì a circoscrivere una serie di fenomeni che caratterizzerebbero una NDE classica. Da allora, sono passati quasi quarant'anni e la ricerca ha compiuto veramente passi da gigante in questo settore. Ormai, è stato individuato quello che viene chiamato "nucleo" delle NDE, ossia gli elementi che caratterizzano quasi tutte le NDE. Vediamoli insieme ... Ecco dunque i fenomeni che caratterizzano una NDE classica:
1. consapevolezza di essere morti2. sensazione di pace e benessere 3. visione aerea del proprio corpo inerte (esperienza extra-corporea) 4. passaggio per una zona buia, spesso visualizzata come un tunnel 5. immersione in un ambiente luminoso ed avvolgente 6. sensazione di sentirsi amati in modo incodizionato 7. incontro con un "essere di luce" 8. panoramica generale della propria vita 9. avvicinamento ad un confine 10. ritorno spiacevole nel proprio corpo
Tra questi elementi i più universalemente diffusi sono "l'esperienza extra-corporea", il "buio" e la "luce". Proprio questi sono i fenomeni che ci permettono di collegare la NDE ai dati del vangelo ...
III - Il buon ladrone e l'esperienza "extra-corporea" La vicenda di questo povero uomo crocifisso insieme a Gesù è stata troppo spesso relegata nell'ambito della devozione popolare, durante la settimana santa. Le parole che quest'uomo rivolge a Gesù sulla croce sono invece importanti, perché provocano la famosissima risposta di Gesù: "oggi sarai con me in paradiso". E' il solo evangelista Luca a riferire questo discorso tra Gesù e l'uomo crocifisso insieme a lui. Che queste parole non siano conosciute anche dagli altri evangelisti non significa affatto che si tratta di una elaborazione dell'evangelista e che, perciò, siano state inventate di sana pianta. Infatti, la terminologia che Gesù usa - soprattutto la parola paradiso - era ben conosciuta ed usata tra i giudei suoi contemporanei e, inoltre, è difficilmente spiegabile che i cristiani abbiano "messo in bocca" a Gesù delle parole così elogiative nei riguardi di un malfattore. Ma in che modo il buon ladrone sarebbe stato con Gesù in paradiso? Dai quattro vangeli sappiamo che il corpo di Gesù fu calato dalla croce nel pomeriggio del venerdì, prima che iniziasse il sabato. Molto probabilmente anche i corpi dei due malfattori crocifissi insieme con lui furono calati dalla croce e deposti in un sepolcreto comune. In che modo, dunque, la promessa di Gesù si sarebbe realizzata? Le ricerche sulle NDE ci permettono di rispondere, almeno di provarci. L'elemento che più fa discutere i ricercatori è la cosiddetta "esperienza extra-corporea", quando cioè la persona (temporaneamente) deceduta osserva dall'alto il proprio corpo inerte e tutta la scena intorno al letto di morte. Una simile esperienza è possibile solo se ammettiamo che quell'elemento che noi chiamiamo "anima" si separa dal "corpo" non appena la persona muore. Il buon ladrone, perciò, sarebbe stato con Gesù in "paradiso" non col corpo - giacente in un sepolcreto - ma con l'anima.
Teologi e filosofi di ogni tempo si sono interrogati sulla natura dell'uomo. In generale, l'esistenza di un principio diverso dal corpo viene ammesso fino all'epoca moderna, anche dai filosofi più scettici e minimalisti. Solo nell'epoca contemporanea e soprattutto ultimamente, alcuni teologi negano espressamente che esista qualcosa aldilà dei confini del nostro corpo e della stessa morte. Paradossalmente, proprio in questo tempo in cui si nega laddove fino a poco tempo fa c'era solo certezza e solidità, proprio la scienza sembra fornirci gli strumenti per avere non solo un'idea, ma anche le prove di realtà spirituali, soprattutto di ciò che filosofi e psicologi chiamano il sé, più comunemente l'anima. Certamente, abbiamo visto che le parole di Gesù al buon ladrone sono il ponte tra la morte di Gesù e la nostra morte, tra la promessa di vita fatta a quell'uomo crocifisso e ciò che sarebbe di noi subito dopo il decesso. Sono le Near Death Experiences che permettono di capire assai di più di quanto i vangeli lasciano solo intuire. Recentemente, sul sito IANDS - International Association for Near Death Studies - è stata inserita un'intervista rilasciata da un famoso cardiochirurgo americano che racconta di un suo paziente che dopo essere stato clinicamente morto per un breve periodo avrebbe poi raccontato di aver visto tutti i dettagli della camera operatoria e di averli riferiti allo stesso illustre medico. Ma la frontiera delle ricerche sulle esperienze pre-morte è senza dubbio quella legata alle esperienze pre-morte riferite da ciechi. Una domanda, credo, non farà dormire sonni tranquilli a chi dubita sulla base di congetture razionali: com'è possibile che una persona cieca dalla mascita possa, dopo esserne stata accertata la morte clinica, essersi vista da un punto esterno al proprio corpo e che possa aver descritto i dettagli della camera operatoria e perfino quelli dell'ospedale dov'era ricoverato? Vi consiglio di dare un'occhiata a questo video, dove una cieca dalla nascita offre la sua testimonianza. Nel mio libro parlo di due casi di ciechi dalla nascita, i quali ebbero una simile esperienza, eccone uno. Questi casi eccezionali, sui quali è tutt'ora in corso un vasto dibattito scientifico che riguarda anche la loro veridicità, ci impongono tuttavia seriamente di prendere in considerazione la possibilità che esistano anche altri "sensi", non solo quelli del corpo, ma presumibilmente anche quelli dell'ANIMA!.
Uno dei fenomeni più interessanti legati alle NDE è indubbiamente la cosiddetta "life review", che in italiano potremmo tradurre con "rassegna panoramica dell'esistenza". La persona che, dopo la morte clinica, si era osservata dall'alto e che aveva poi attraversato una zona buia per giungere così in un ambiente luminoso e pieno d'amore, inizia ad un certo punto un vero e proprio "replay" della propria vita, dal momento della nascita (clicca qui). Anche se si tratta di un fenomeno non così universalmente attestato - come per esempio l'esperienza extra-corporea, il buio e la luce - è tuttavia interessante che in un gran numero di casi, proprio quando il cervello cessa di funzionare, avviene qualcosa che invece dimostrerebbe esattamente il contrario! La "persona" - o ciò che di essa resta - non solo ricorda eventi piacevoli o spiacevoli della propria vita, ma sperimenta nuovamente le emozioni legate a ciascun fatto "passato in rassegna". Alcuni eminenti studiosi (clicca qui) accostano questo fenomeno della "rassegna panoramica dell'esistenza" a recenti ricerche scientifiche che avrebbero elaborato la teoria della "coscienza no-locale". Il pensiero occidentale ci ha abituato a pensare che il cervello sia la sede della coscienza. Le NDE proverebbero che solo in parte è così. Sembra infatti che una volta deceduti, la nostra coscienza - parte integrante della nostra "anima" - si unirebbe a ciò che si trova fuori dal corpo ma che durante la vita resta invisibile ai nostri occhi. Una dimensione dove "vivono" i nostri ricordi e tutto ciò che non è carne ed ossa: emozioni, sentimenti, etc. Quando ciò accade, è possibile allora recuperare tutta la nostra vita a partire da ciò che di essa resta nel cosmo. Forse, le parole che ho qui usato risulteranno agli addetti ai lavori un po' imprecise, ma spero che servano a coloro i quali sono convinti che non tutto finisce nella tomba. Del resto, la bibbia stessa parla di "libro della vita" dove sarebbero scritte tutte le nostre opere, buone o cattive (cfr. Apocalisse 20,12) e che le nostre lacrime sono raccolte nell'otre di Dio (Salmo 55, 9). Questi ed altri brani della bibbia non sono forse delle conferme a quanto abbiamo appena detto?
VI - Il Congresso internazionale di San Marino Forse non tutti sanno che nella Repubblica di San Marino si tiene ogni anno un Congresso internazionale sulle Near Death Experiences. Per la precisione il leit motiv dei congressi sono le cosiddette "esperienze di confine", ossia tutto ciò che va oltre il nostro comune modo di pensare e di percepire la realtà. Questa si celebra la Sedicesima edizione. Fin qui nulla di particolare. La cosa veramente interessante è che tanti e disparati argomenti sono trattati non da dilettanti, ma specialisti delle più diverse discipline. Io interverrò su "Bibbia e NDE" alle 10 di Domenica 20 maggio (guarda qui il programma). Comunque vi terrò informati sia su Facebook che su Twitter. Tra l'altro, domenica 20 maggio parteciperò ad una tavola rotonda sul tema "Decidere sul Fine-vita", ossia sulla rilevanza etica delle Near Death Experiences. In poche parole, com'è possibile decidere quando "staccare la spina" se molte persone - clinicamente morte - tornano poi in vita e proprio nel periodo in cui erano "morte" vivono tutte quelle esperienze che appunto chiamiamo in Italia "esperienze di pre-morte"? |



